C'è una convinzione diffusa che mi capita di incontrare spesso: "Tanto è un integratore, non un farmaco, male non fa". Ecco, partiamo da qui, perché questa frase è il motivo per cui molte persone finiscono con problemi che potevano tranquillamente evitare.
Gli integratori alimentari sono prodotti utili, a volte molto utili. Ma non sono acqua fresca. Contengono principi attivi che interagiscono col tuo corpo, e in certi casi possono fare danni seri. Vediamo quando è meglio lasciarli sullo scaffale.
Quando il "naturale" non significa sicuro
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Il ferro è naturale. Il calcio è naturale. La vitamina A è naturale. Eppure un eccesso di ferro può danneggiare il fegato, troppo calcio contribuisce ai calcoli renali, e un sovradosaggio di vitamina A in gravidanza può provocare malformazioni al feto.
Il punto è semplice: la dose fa il veleno. Paracelso lo diceva nel 1500 e vale ancora oggi. Un integratore di vitamina D a 2000 UI al giorno è generalmente sicuro per la maggior parte delle persone; a 10.000 UI al giorno per mesi diventa un problema serio, con rischio di ipercalcemia, nausea, debolezza muscolare e nei casi peggiori danni renali.
Personalmente consiglio sempre di fare le analisi del sangue prima di iniziare qualsiasi integrazione. Sembra ovvio, eppure la maggior parte delle persone compra integratori basandosi su articoli letti di fretta o consigli dell'amico in palestra.
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Le interazioni con i farmaci: il rischio che nessuno ti spiega
Questa è la parte che mi preoccupa di più, perché è quella meno conosciuta. Molti integratori interagiscono con farmaci comuni, e i risultati possono essere pericolosi.
Qualche esempio concreto. L'iperico (erba di San Giovanni), venduto come integratore per l'umore, riduce l'efficacia della pillola anticoncezionale, degli anticoagulanti e di diversi farmaci per il cuore. Non è un effetto marginale: parliamo di un'interazione clinicamente significativa documentata in decine di studi.
Il magnesio ad alte dosi interferisce con l'assorbimento degli antibiotici della famiglia delle tetracicline e dei chinoloni. Se prendi un antibiotico e contemporaneamente il tuo integratore di magnesio, potresti ritrovarti con un'infezione che non guarisce perché il farmaco non viene assorbito correttamente.
La vitamina K, presente in molti multivitaminici, è un antagonista diretto del warfarin (Coumadin). Chi assume anticoagulanti deve prestare attenzione estrema a qualsiasi integratore che la contenga, anche in piccole quantità.
E poi c'è l'omega-3. Ottimo integratore, lo consiglio spesso. Ma ha un effetto fluidificante sul sangue. Se già prendi aspirina o anticoagulanti, l'effetto si somma e il rischio di sanguinamento aumenta.
Gravidanza e allattamento: terreno minato
Durante la gravidanza, l'acido folico è praticamente obbligatorio. Ma altri integratori vanno maneggiati con estrema cautela.
La vitamina A in forma di retinolo (non betacarotene) è teratogena ad alte dosi. Questo significa che può causare malformazioni al feto. Molti multivitaminici generici contengono retinolo, ed è il motivo per cui esistono formulazioni specifiche per la gravidanza.
Le erbe adattogene come ashwagandha, ginseng e rhodiola? Mancano studi sufficienti sulla sicurezza in gravidanza. Nella mia esperienza, il principio di precauzione qui non è esagerazione ma buon senso. Se non ci sono dati certi, meglio evitare.
Anche durante l'allattamento vale la stessa logica. Quello che assumi passa nel latte materno, quindi ogni integratore va valutato col medico.
Patologie che cambiano le regole del gioco
Alcune condizioni mediche trasformano integratori normalmente innocui in potenziali problemi.
Insufficienza renale. I reni filtrano tutto quello che ingeriamo. Se funzionano male, minerali come potassio, fosforo e magnesio si accumulano nel sangue raggiungendo livelli tossici. Chi ha problemi renali non dovrebbe mai integrare minerali senza supervisione medica. Mai.
Malattie epatiche. Il fegato metabolizza la maggior parte degli integratori. Un fegato compromesso non riesce a gestire carichi extra. La vitamina A, in particolare, è epatotossica ad alte dosi e chi ha problemi al fegato dovrebbe evitarla del tutto in forma supplementare.
Patologie tiroidee. Lo iodio stimola la tiroide. Se hai un ipertiroidismo, integratori contenenti iodio (presenti in molte formulazioni "energia" o "metabolismo") possono peggiorare drasticamente la situazione. Al contrario, il calcio e il ferro interferiscono con l'assorbimento della levotiroxina, il farmaco base per l'ipotiroidismo.
Disturbi autoimmuni. Integratori che "potenziano il sistema immunitario" come echinacea, astragalo o funghi medicinali possono teoricamente stimolare una risposta immunitaria già iperattiva. Chi soffre di lupus, artrite reumatoide o sclerosi multipla dovrebbe discuterne col proprio specialista.
Prima degli interventi chirurgici: stop con anticipo
Questo è un dettaglio che molti chirurghi sottolineano e molti pazienti ignorano. Diversi integratori vanno sospesi almeno due settimane prima di un intervento chirurgico.
Omega-3, aglio, ginkgo biloba, vitamina E ad alte dosi: tutti hanno proprietà anticoagulanti o antiaggreganti che aumentano il rischio di sanguinamento durante e dopo l'operazione. Anche il banale olio di pesce, che in condizioni normali è benefico, diventa un rischio sul tavolo operatorio.
Se hai un intervento programmato, fai una lista di tutto quello che prendi e mostrala all'anestesista. Tutto, integratori inclusi.
I segnali d'allarme da non ignorare
Il tuo corpo ti parla. Se dopo aver iniziato un integratore noti qualcosa di strano, non liquidarlo come "fase di adattamento".
Nausea persistente, diarrea, mal di testa, eruzioni cutanee, battito cardiaco irregolare, dolore addominale: sono tutti segnali che qualcosa non va. Sospendi l'integratore e parlane col medico. Sembra banale come consiglio, ma troppe persone continuano ad assumere prodotti che gli stanno causando problemi perché "l'ho pagato, lo finisco".
Un'altra cosa: se prendi più integratori contemporaneamente e noti effetti strani, il colpevole potrebbe essere l'interazione tra di essi, non un singolo prodotto. Prova a eliminarli uno alla volta per capire quale causa il problema.
La regola d'oro
Prima di aggiungere qualsiasi integratore alla tua routine, chiediti tre cose. Ne ho davvero bisogno? Ho verificato con le analisi del sangue? Potrebbe interagire con farmaci o condizioni che ho?
Se la risposta alla prima domanda è "non lo so", parti dalle analisi. Se prendi farmaci, parla col medico o col farmacista. Se hai patologie croniche, non improvvisare.
Gli integratori sono strumenti. Come tutti gli strumenti, funzionano bene quando li usi nel modo giusto e possono fare danni quando li usi a caso.
Prodotti Consigliati
Se dopo aver verificato la tua situazione con un professionista decidi di integrare, scegli prodotti di qualità con dosaggi ragionevoli. Un buon multivitaminico bilanciato è spesso preferibile a una montagna di integratori singoli, proprio perché riduce il rischio di sovradosaggio accidentale.


